Fino a 75.000€ con TAN a partire da 6,80% per dipendenti di S.p.A. e S.r.l. con contratto a tempo indeterminato. Garanzia TFR, assicurazione vita e impiego incluse. Firmi il contratto nella filiale bancaria più vicina a te.
* Esempio a scopo illustrativo. Il TAN e il TAEG effettivi dipendono dal profilo del richiedente, dall’importo e dalla durata del finanziamento. La concessione del finanziamento è soggetta a valutazione del merito creditizio. Per informazioni sui tassi effettivi globali applicati si rinvia ai fogli informativi disponibili nelle nostre sedi e sul sito. Ai sensi dell’art. 123 del TUB.
Tre passaggi, dal preventivo all’erogazione del finanziamento.
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Importi e rate a titolo puramente esemplificativo
| Importo richiesto | Durata | Rata mensile indicativa | TAN indicativo* | TAEG indicativo* |
|---|---|---|---|---|
| 10.000€ | 60 mesi | 197€ | 6,80% | 7,02% |
| 20.000€ | 84 mesi | 300€ | 6,80% | 7,02% |
| 30.000€ | 96 mesi | 406€ | 6,80% | 7,02% |
| 50.000€ | 120 mesi | 575€ | 6,80% | 7,02% |
| 75.000€ | 120 mesi | 863€ | 6,80% | 7,02% |
* Esempio a scopo illustrativo. Il TAN e il TAEG effettivi dipendono dal profilo del richiedente, dall’importo e dalla durata del finanziamento. La concessione del finanziamento è soggetta a valutazione del merito creditizio. Per informazioni sui tassi effettivi globali applicati si rinvia ai fogli informativi disponibili nelle nostre sedi e sul sito. Ai sensi dell’art. 123 del TUB.
La cessione del quinto dello stipendio è accessibile anche ai dipendenti di aziende private, purché assunti con contratto a tempo indeterminato presso società di capitali (S.p.A. o S.r.l.). Come per i dipendenti pubblici, la rata mensile non può superare un quinto (il 20%) dello stipendio netto e viene trattenuta direttamente dalla busta paga dal datore di lavoro, che la versa all’istituto erogante. Questa forma di prestito è disciplinata dal DPR 180/1950 e rappresenta una soluzione di finanziamento sicura e a costi contenuti.
Per i dipendenti del settore privato, la cessione del quinto richiede che il TFR (Trattamento di Fine Rapporto) sia maturato in azienda e non conferito a fondi pensione esterni. Il TFR funge infatti da garanzia aggiuntiva per l’istituto erogante, insieme alle polizze assicurative obbligatorie per legge.
Per accedere alla cessione del quinto, i dipendenti privati devono possedere un contratto a tempo indeterminato presso un’azienda con almeno 16 dipendenti e aver superato il periodo di prova. L’azienda deve essere costituita in forma di società di capitali (S.p.A. o S.r.l.) e il TFR maturato dal dipendente deve essere accantonato in azienda. Con Gruppo Santamaria è possibile ottenere fino a 75.000€ con durate comprese tra 24 e 120 mesi.
Il TFR rappresenta la principale garanzia richiesta per la cessione del quinto ai dipendenti privati. In caso di cessazione del rapporto di lavoro per qualsiasi causa (dimissioni, licenziamento, pensionamento), il datore di lavoro è tenuto a versare all’istituto erogante la quota di TFR necessaria a coprire il debito residuo del finanziamento. Questa garanzia, unita alla polizza assicurativa obbligatoria, protegge sia il creditore che il lavoratore.
Per legge, ogni contratto di cessione del quinto prevede polizze assicurative a copertura del rischio vita e del rischio impiego. Con Gruppo Santamaria il costo di queste polizze è già incluso nel finanziamento. In caso di decesso del titolare, l’assicurazione copre il debito residuo senza oneri per gli eredi. In caso di perdita involontaria del posto di lavoro (licenziamento), la polizza rischio impiego interviene a copertura del debito residuo non coperto dal TFR.
La cessione del quinto è un prestito personale accessibile ai dipendenti di aziende private (S.p.A. e S.r.l.) con contratto a tempo indeterminato. La rata, che per legge non può superare un quinto (il 20%) dello stipendio netto, viene trattenuta direttamente dalla busta paga dal datore di lavoro. Il finanziamento è regolato dal DPR 180/1950 e prevede obbligatoriamente polizze assicurative a copertura del rischio vita e del rischio impiego, incluse nel costo del finanziamento.
Con Gruppo Santamaria i dipendenti privati possono ottenere fino a 75.000€, con una durata compresa tra 24 e 120 mesi. L’importo massimo finanziabile dipende dallo stipendio netto mensile, dal TFR maturato in azienda e dalla durata scelta per il rimborso. Con il preventivo personalizzato riceverai l’importo esatto disponibile per la tua situazione.
Il TFR (Trattamento di Fine Rapporto) maturato in azienda rappresenta la garanzia principale richiesta per la cessione del quinto ai dipendenti privati. In caso di cessazione del rapporto di lavoro, il datore di lavoro è tenuto a versare all’istituto erogante la quota di TFR necessaria a coprire il debito residuo. Per questo motivo è necessario che il TFR sia accantonato in azienda e non conferito a fondi pensione esterni.
Per poter accedere alla cessione del quinto, l’azienda deve essere costituita in forma di società di capitali (S.p.A. o S.r.l.) e avere almeno 16 dipendenti. Questa soglia dimensionale è richiesta come garanzia di stabilità dell’azienda e di continuità nella trattenuta della rata dalla busta paga del dipendente.
Per richiedere la cessione del quinto da dipendente privato è necessario presentare: un documento d’identità in corso di validità, il codice fiscale, le ultime due buste paga, il certificato di stipendio rilasciato dall’azienda con indicazione del TFR maturato in azienda, e il codice IBAN del conto corrente su cui si desidera ricevere l’accredito.
Il preventivo personalizzato viene elaborato entro 2 ore dalla richiesta, grazie alla tecnologia ARGORITMO®. Una volta raccolta tutta la documentazione, la pratica viene inoltrata all’azienda datrice di lavoro per il rilascio del benestare. I tempi complessivi di erogazione variano tipicamente tra 15 e 30 giorni lavorativi dalla firma del contratto, in funzione dei tempi di risposta dell’azienda.
In caso di cessazione del rapporto di lavoro, intervengono due meccanismi di tutela. Innanzitutto, il datore di lavoro versa all’istituto erogante la quota di TFR spettante al dipendente, fino a concorrenza del debito residuo. Se il TFR non fosse sufficiente a coprire l’intero debito residuo, interviene la polizza assicurativa rischio impiego obbligatoriamente inclusa nel contratto, che copre la differenza. In nessun caso gli eredi o il dipendente restano esposti a debiti non coperti.